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    RUN TEST

    Run test è il nostro sistema di analisi dell’appoggio del piede: una telecamera registra pochi minuti della tua corsa e attraverso il software valutiamo l'appoggio del piede per consigliarti la scarpa giusta per il tuo tipo di corsa.Clicca il negozio più vicino a te sulla lista seguente per prenotare il servizio o ricevere maggiori informazioni contatta via mail il negozio.

    INCORDATURA RACCHETTA

    Nei nostri reparti tennis, tecnici specializzati incordano la tua racchetta con le corde che preferisci.Clicca il negozio più vicino a te sulla lista seguente per prenotare il servizio o ricevere maggiori informazioni contatta via mail il negozio.

    CLASSIFICAZIONE DELLE SCARPE DA RUNNING

    GeneraleI criteri che determinano la classificazione della scarpa da Running sono sostanzialmente:• Ambito di utilizzo: gara, allenamento su distanze corte, medie o lunghe.• Velocità di corsa: lento (sopra i 4'15"/km), medio (3'30" - 4'15"), veloce (sotto i 3'30").• Tipo di appoggio: pronazione (forte, media, minima), neutro o inversione (supinazione).• Peso dell'atleta: leggero (sotto i 60 kg), medio (tra 60 - 75 kg), pesante sopra i 75 kg. A1 SuperleggereDi peso massimo inferiore ai 250 grammi, presentano poco dislivello tra avampiede e tallone, sono di solito piatte e con potere ammortizzante molto limitato. Hanno ottimo ritorno elastico e buona flessibilità ma scarsa superficie d’appoggio, stabilità e durata. Indicate per le gare su strada di atleti leggeri-veloci. Vietate invece ai podisti pesanti, ai lenti e ai pronatori. A2 IntermedieHanno peso compreso tra i 240 e i 295 grammi. La superficie d’appoggio è più ampia rispetto alle A1 e presentano un dislivello medio tra avampiede e tallone. Consentono una spinta efficace, grazie alla loro flessibilità, peso contenuto e ritorno elastico. Ideali per l’allenamento degli atleti più in forma e leggeri. I podisti più pesanti o i meno veloci le possono utilizzare come scarpe da gara. A3 Massimo ammortizzamentoIl loro peso è compreso trai 300 e i 400 grammi. Dotate di ampia superficie d’appoggio, sono le più confortevoli e ammortizzanti in assoluto. Il dislivello tra avampiede e tallone è accentuato e la durata è ottima. Sono le più usate dai podisti negli allenamenti e, di norma, sono le più indicate per qualsiasi chilometraggio. Sono l'ideale per gli atleti con appoggio neutro o supinazione. Inoltre, il 90% dei corridori che utilizzano plantari personalizzati usa scarpe di questa categoria. A4 StabiliDi peso compreso trai 300 e i 400 grammi, assicurano massimo sostegno e superficie d’appoggio. Il dislivello tra tallone e avampiede è notevole (a protezione del tendine d’Achille) e hanno uno stabilizzatore mediale semirigido inserito nell’intersuola per il controllo della pronazione. Consigliate per gli iper-pronatori, per i podisti più lenti e pesanti, per chi impatta il suolo col retro del piede e per le donne. Sono decisamente sconsigliate ai supinatori, cioè ai corridori con piede rigido che appoggiano anche d'avampiede all'esterno. A5 Trail RunningIndicate per la corsa fuori strada: viottoli di campagna, sentieri, greti di torrenti, dune del deserto. Leggere ma indistruttibili, capaci di garantire il massimo della prestazione anche sui fondi più scivolosi e difficili. La suola ha un disegno che non trattiene la terra ed è realizzata in materiali che assicurano aderenza anche sul bagnato e con le basse temperature. La calzata è perfetta, e non consente al piede di "ballare", per una massima sensazione di tenuta. A6 Active RunningCalzatura non esasperatamente tecnica, ideale per chi si approccia al mondo del Running ma che può essere utilizzata anche per altre attività del tempo libero. La superficie d’appoggio, l’ammortizzamento, la stabilità e la risposta elastica sono adeguate alla maggior parte delle richieste.

    LA SCARPA DA RUNNING

    Sono passati 40 anni da quando Abebe Bikila vinse a Roma la sua prima maratona olimpica correndo a piedi nudi: a quei tempi la tecnologia dei materiali applicata alla corsa non garantiva protezione e performance sensibilmente migliori di un piede abituato a correre scalzo. Solo quest’anno sono passati probabilmente centinaia di migliaia di Runner sotto gli striscioni d'arrivo delle varie maratone e manifestazioni podistiche in tutto il mondo: ai piedi di ciascuno un concentrato di moderna tecnologia dei materiali il cui scopo è migliorare la prestazione, minimizzando al massimo lo stress e le sollecitazioni della corsa. La moderna scarpa da Running ha quindi due esigenze che possono essere in contrapposizione: permettere la più rapida ed efficace risposta elastica del piede - esaltando così il più possibile lo sfruttamento biomeccanico della corsa - e dall'altra ammortizzare il trauma dovuto all'impatto con il terreno che il piede subisce ad ogni passo. È nel giusto compromesso tra il proprio livello (principiante, amatore, agonista), la distanza e la durata della prestazione, le caratteristiche morfologiche, l’appoggio del piede, il peso corporeo, che ogni Runner deve scegliere la scarpa a lui più adatta. È assolutamente necessario ricordare che le scarpe sono un accessorio importante, che ci può o proteggere o danneggiare: la maggior parte degli infortuni deriva, infatti, da scarpe sbagliate o troppo usurate. Non è detto, infine, che scarpe costose siano meglio di quelle economiche. L’importante è che siano adatte a voi. Com’è fatta la scarpaLa scarpa da Running è composta sostanzialmente da 5 parti:1) la tomaia, che corrisponde alla parte esterna della scarpa, realizzata in materiale sintetico, ha la caratteristica di essere leggera, traspirante e robusta;2) l’intersuola, ovvero la zona in cui vengono racchiusi il sistema di ammortizzamento posteriore e anteriore ed il sistema di stabilità al centro della scarpa. Il materiale comunemente utilizzato per questa parte è l’EVA, abbinato e integrato ai sistemi brevettati dalle aziende;3) il retro piede, o conchiglia, che avvolge il tallone e ne controlla il movimento, è realizzato in materiali estremamente resistenti e all’interno è rivestito da tessuti confortevoli;4) la suola, ovvero la parte che appoggia sul terreno, ha lo scopo fondamentale di trasmettere aderenza e trazione;5) l’arco plantare, è la zona che garantisce, il supporto necessario senza perdere né in stabilità né in flessibilità.

    TIPOLOGIE DI APPOGGIO DEL PIEDE

    Appoggio neutroSe le suole si usurano disegnando una S rovesciata a partire dal tallone sino all’alluce, è molto probabile avere un appoggio neutro. Quando si ha un appoggio neutro, è possibile utilizzare una vasta gamma di scarpe, ma quelle più indicate per la corsa sono quelle neutre (A3) che offrono ammortizzazione e sostegno. PronazioneLa pronazione è il moto di rotolamento del piede verso l’interno, subito dopo la prima fase di contatto con il terreno. Questo momento è chiamato contatto iniziale, e fa parte della fase di appoggio del ciclo di deambulazione. Pronare sposta il carico sul lato interno o mediale del piede e appena il corridore sposta in avanti il peso, viene sostenuto dal bordo interno piuttosto che la pianta del piede. Questo destabilizza il piede, che tenterà di riconquistare stabilità compensando il movimento verso l'interno, in una sorta di reazione a catena, che a sua volta influisce sull'efficienza biomeccanica della gamba, in particolare del ginocchio e dell'anca. Il modo migliore per scoprire se un atleta prona è quello di consultare un esperto che effettuerà un’analisi del cammino per poi consigliare il modello più adatto. Può essere utile far vedere il vecchio paio di scarpe: il loro stato di usura dà un'indicazione di quanto e di come si prona. Alcune persone hanno una pronazione più accentuata di altre. Non è un difetto, ma influisce sul modo in cui si corre e può aumentare la probabilità di lesioni e la naturale pronazione diviene un fattore importante nella scelta della scarpa. Le scarpe di un pronatore mostreranno un’usura accentuata sul lato interno del tallone e sotto la pianta del piede, in particolare nell’area dell’alluce. I pronatori dovrebbero prendere in considerazione l’uso di scarpe con massimo sostegno o di scarpe ammortizzate e strutturate (A4). SupinazioneLa "sotto pronazione", nota anche come supinazione o inversione, si verifica quando il piede non prona. Il lato esterno/laterale del tallone tocca terra con un angolo maggiore, e non avviene né poca né alcuna pronazione, con conseguente trasmissione di traumatici shock alla parte inferiore della gamba. Questo caricamento laterale del piede continua per tutta la fase di contatto della rullata durante la corsa incidendo sull’efficienza del gesto (passo). I supinatori possono avere un’eccessiva usura nella zona del tacco esterno delle loro scarpe, e la parte superiore della tomaia può risultare leggermente piegata verso l’esterno. Poiché i supinatori tendono ad essere più sensibili agli shock della corsa, come fratture da stress, dovrebbero scegliere una scarpa neutra con grande ammortizzazione (A3). I supinatori dovrebbero evitare di utilizzare scarpe con l’intersuola a doppia densità (A4).

    QUANDO ACQUISTARE UNA SCARPA NUOVA

    Km percorsiÈ bene non eccedere gli 800 km, anche se le scarpe apparissero ancora in buono stato: il potere ammortizzante sarebbe probabilmente molto diminuito. Ce ne possiamo rendere facilmente conto controllando se sui fianchi dell'intersuola (la parte in mezzo di colore normalmente bianco-grigio che principalmente assorbe il nostro impatto con il suolo) sono comparse "rughe", controllando con la pressione delle dita la morbidezza dell'intersuola stessa. Condizioni della tomaiaSe la tomaia (la parte superiore della scarpa che avvolge il piede, solitamente di tessuto o pelle) è deformata, allora non è in grado di contenere adeguatamente il piede e potreste aver problemi di postura, e quindi di infortuni. Condizioni della suolaLa parte, normalmente nera, che viene a contatto con la strada è anch’essa da tener d'occhio. Una suola consumata espone all'asfalto la morbida intersuola che verrebbe rapidamente mangiata dall'attrito facendo inclinare la scarpa, con conseguenti problemi di postura e quindi di infortuni. Per far durare le scarpe e mantenerle in efficienza, è consigliabile lavarle in acqua fredda e sapone neutro (eventualmente in lavatrice, ma è meglio evitare) e soprattutto non farle asciugare direttamente esposte al sole o accanto al termosifone. Di norma si consiglia - in caso di allenamenti frequenti – di alternare ogni tanto la nostra scarpa con un altro paio, in modo da lasciarla "respirare".

    RACCHETTE PER BAMBINI

    La scelta della racchetta si effettua in funzione dell’altezza del bambino. Per scegliere la giusta lunghezza del telaio, il bambino deve impugnare la racchetta rivolta verso il suolo, tenendo le braccia distese lungo il corpo. In questa posizione deve rimanere uno spazio di circa 5 cm tra l’estremità della racchetta e il suolo.Spesso sulle racchette le misure vengono considerate in pollici: Misura 19: è consigliata a bambini con altezze da 90 a 100 cm (mediamente età compresa tra i 2 e 4 anni). Misura 21: è consigliata a bambini con altezze da 100 a 120 cm (mediamente età compresa tra i 4 e 6 anni.) Misura 23: è consigliata a bambini con altezze da 120 a 130 cm (mediamente età compresa tra i 6 e 7 anni). Misura 25: è consigliata a bambini con altezze da 130 a 140 cm (mediamente età compresa tra i 7 e 9 anni). Misura 26: è consigliata a bambini con altezze da 140 a 155 cm (mediamente età compresa tra i 9 e 12 anni).

    SWING STYLE

    È l'ampiezza del movimento del braccio (apertura) compiuto per impattare la pallina, ed è una variabile importante per poter scegliere la racchetta giusta. 1) Ampio e Veloce = ControlloI telai che danno molto controllo generalmente pesano più di 290 gr, il piatto corde varia da mid a midplus ed il bilanciamento è spostato verso il manico (310-330 mm), rendendo il telaio confortevole e maneggevole nonostante il peso a volte elevato. Impattare la pallina nello Sweet Spot (l'area ideale d'impatto del piatto corde) è fondamentale sopratutto con piatti corde piccoli. Per ottenere una buona spinta con questi telai bisogna essere in grado di colpire con molta forza la pallina. Questo tipo di racchette sono ideali per gli agonisti. 2) Medio= Buon controllo e buona potenzaQueste racchette, confortevoli e maneggevoli, sono adatte alla maggior parte dei giocatori, anche principianti. Lo Sweet Spot leggermente più ampio garantisce un buon controllo ed assicura facilità nell'impattare correttamente la palla. Il peso è compreso trai 265 e i 295 gr ed il bilanciamento è nel cuore (320-340 mm). Il piatto corde varia da midplus a oversize. 3) Breve, Lento e Compatto= PotenzaI telai potenti sono indicati per chi non possiede molta tecnica o non ha molta rapidità negli spostamenti. Sono molto leggeri (225-285 gr), con un piatto corde molto grande (oversize o superoversize) ed uno Sweet Spot ampio che permette di impattare facilmente la palla. Il bilanciamento è spostato verso la testa del telaio (dai 340 mm in poi), questo da una sensazione di pesantezza del telaio, ma garantisce un'elevata potenza, un pregio durante il servizio e durante gli scambi che non necessitano di grandi sforzi per mandare la palla in profondità.

    SCEGLIERE LA RACCHETTA

    Non esistono racchette perfette, ideali o "tipo". Esistono soltanto racchette “migliori”, ma bisogna sempre verificare che siano adatte a noi, alla nostra padronanza del tennis e soprattutto alle nostre esigenze di gioco. Ecco perché la scelta della racchetta va eseguita con cura, in rapporto all’utilizzo che intendiamo farne. Una racchetta da tennis deve anzitutto garantire potenza, ossia il colpo dato alla pallina deve farle acquisire velocità. Ma la potenza, facendo il verso a un noto spot, è nulla senza un buon controllo, ossia la precisione nel colpo e la possibilità di eseguire colpi rapidi. Quindi una racchetta deve essere confortevole, ovvero non deve dar luogo a vibrazioni dopo l’esecuzione del colpo, e maneggevole, ossia facilmente spostabile, ben distribuendo nell’impugnatura la massa. Piatto cordeI principali vantaggi di un ovale grande sono: una zona più grande per colpire la palla (o Sweet Spot), una velocità della palla più elevata, meno vibrazioni e dunque meno rischi di tendinite.1) Midsize: minore o uguale a 625 cm quadrati. Potenza minima. Massimo controllo.2) Midplus: dai 632 ai 677 cm quadrati. Equilibrio di potenza e controllo.3) Oversize: dai 683 ai 741 cm quadrati. Più potenza. Meno controllo.4) SuperOversize: maggiore o uguale ai 748 cm quadrati. Massima potenza.Minimo controllo. Dimensione massima dello Sweet Spot. BilanciamentoNelle racchette, la misura è espressa in punti e in mm di distanza del baricentro dal manico. Più questo è distante e più il bilanciamento sarà spostato verso la testa della racchetta.5) Al manico: più controllo della traiettoria6) Nel cuore: più maneggevole e adatta per gli agonisti7) In testa: più velocità della palla PesoLe racchette pesanti (oltre i 320 gr) sono più adatte agli agonisti, permettono spinta e controllo maggiori, ma sono meno maneggevoli. Le racchette più leggere sono le più adatte per giocatori di club, intermedi o principianti. Maneggiabili senza fatica, offrono però una spinta e un controllo inferiori. ManicoIl manico è l’elemento di contatto con il giocatore, che su di esso regola la propria presa. È indispensabile che sia il più confortevole possibile. Le misure della circonferenza più comuni in commercio sono:L0: 100-102 mm - L1: 103-105 mm - L2: 106-108 mm - L3: 109-111 mm - L4: 112-114 mm.I manici L0-L1 sono indicati per i bambini, mentre per gli adulti variano da L2 a L4.In particolare: le donne mediamente utilizzano manici L2 e gli uomini L3.

    SCEGLIERE LE CORDE

    La scelta della corda giusta è una componente fondamentale per il tennista. Come prima cosa si deve scegliere tra i vari tipi di materiali presenti in commercio, quindi si considereranno il calibro delle corde e la tensione del tiraggio. Materiali cordeBudello naturale: la corda più pregiata, costosa, ma anche la più fragile.Multifilamento: è la corda che come caratteristiche (Comfort, Potenza e Tocco) si avvicina maggiormente al budello naturale. Ottima anche per chi soffre di dolori al braccio in quanto offre un ottimo assorbimento delle vibrazioni.Avvolgimento: adatta ad ogni giocatore, offre un ottimo compromesso tra elasticità e durata.Monofilamento (poliestere): corda rigida con un controllo eccellente e ottima durata. Ideale per chi imprime molta potenza al colpo. CalibroIl calibro è la misura dello spessore della corda da tennis.Un calibro sottile offre: + Elasticità, + Rotazione, + Comfort, + Controllo, + Tocco, - Durata.Un calibro spesso offre: + Durata, + Controllo, - Elasticità, - Rotazione, - Tocco, - Comfort.I calibri di corde più comuni in commercio sono: 1.20 mm – 1.25mm – 1.30mm – 1.40mm. Tensione cordeLa tensione è il fattore che influisce maggiormente sul controllo e sulla potenza della palla, in quanto determina la velocità di uscita della palla dal piatto corde e il tempo di impatto con la corda.Tensione bassa: + Potenza, + Durata, + Comfort, + Sensibilità, - Controllo.Tensione alta: + Controllo, - Potenza, - Durata, - Comfort, - Sensibilità.

    SCEGLIERE GLI OCCHIALINI

    Un po’ di storia Si pensa che fin dal XIV sec. a.C. i Persiani utilizzassero gusci di tartaruga levigati per proteggere gli occhi dall’acqua (il carapace di tartaruga può essere levigato così finemente da divenire perfettamente trasparente). Intorno agli anni ’70, con l’avvento delle materie plastiche e del lattice, iniziano a comparire i primi modelli di occhialini da nuoto. Nel nuoto agonistico gli occhialini erano vietati fino ai giochi olimpici di Montreal del 1976, dove fecero letteralmente la differenza, se si considera che in quell’edizione furono abbattuti molti record del mondo.Scegliere il giusto paio di occhialini da nuoto, oltre a migliorare le prestazioni, è molto importante per il comfort e per la salute degli occhi del nuotatore. Infatti, oltre a permettere una chiara visone sottacqua, contribuiscono a mantenere il cloro e altre sostanze chimiche utilizzate nelle vasche lontano dai nostri occhi. Criteri di scelta La vestibilità dell’occhialino è l’aspetto più importante. Scegliere l’occhialino sbagliato può causare segni (o ancor peggio tagli) sul viso, può facilitare l’entrata dell’acqua all’interno della lente o semplicemente può capitare di perderli durante l’allenamento (problema molto diffuso soprattutto trai bambini). Il primo fit testche possiamo provare è quello di appoggiarli ai nostri occhi senza allacciare l’elastico e premerli leggermente verso di noi. Se una volta tolte le mani, l’occhiale rimane su per più di una frazione di secondo, probabilmente una volta allacciato l’elastico non si muoverà più.Esistono modelli di occhiali da adulto e bambino. Per adulti con visi molto piccoli e fini potrebbe essere utile provare anche un modello da bambino.È bene ricordare infine che non esistono occhiali a completa tenuta stagna, riuscire ad individuare il modello che più si adatta al proprio viso è sicuramente il modo migliore per evitare l’entrata dell’acqua.

    LENTI E ACCESSORI DEGLI OCCHIALINI

    LENTI Materiali: di norma le lenti da nuoto sono in policarbonato: un materiale robusto resistente agli urti e ai graffi. Alcune aziende commercializzano anche lenti, di fascia alta, in vetro temperato: qualitativamente migliori come visibilità, sono però molto delicate e soggette a graffi e rotture. Colori: le lenti sono disponibili in una grande varietà di colori. Quelle chiare sono consigliate per il nuoto notturno (in piscine all’aperto) o comunque in condizioni di scarsa illuminazione. In condizioni di forte luminosità (al coperto o all’esterno) si possono utilizzare lenti opache o fumé che offrono particolare protezione dai raggi UV e riducono gli abbagli causati dai riflessi del sole (o dei fari) sull’acqua. Le lenti specchiate, sono il modello più cool del momento: garantiscono una protezione supplementare contro l’abbagliamento in caso di forte luce, mentre sono sconsigliate per il nuoto in condizioni di scarsa luminosità. Per chi è affetto da miopia è meglio scegliere colori tra il verde e il blu. Il colore delle lenti è comunque legato principalmente alla percezione della persona: la soluzione migliore è quindi provare l’occhiale. Lenti graduate: è sconsigliato nuotare con le lenti a contatto, perché con l’acqua si possono danneggiare e soprattutto spostare, causando danni anche gravi all’occhio. Quasi tutti i marchi presentano modelli di occhialini con lenti graduate intercambiabili che consentono di scegliere in base alle differenti diottrie. Alcune aziende commercializzano lenti fino a -9.0 diottrie. Il consiglio generale è di arrotondare per difetto il grado: quindi se una persona ha 4.8 dovrebbe scegliere un 4.5 piuttosto che un 5.0. Tecnologie Anti-Fog: quasi tutti i marchi commercializzano occhiali con lenti rivestite per evitare o ridurre al minimo l’appannamento, che può essere incredibilmente fastidioso e in alcuni casi provocare veri e propri malesseri, quali senso d’ansia o attacchi di panico.Ci sono inoltre alcuni metodi pratici che possono contrastare questo problema:1. provare uno spray antinebbia;2. soffiare aria calda nella lente prima di indossarla;3. spalmare la saliva sulla parte interna delle lenti e poi risciacquare;4. provare diversi modelli tra quelli con tecnologie antinebbia. CINTURINO ELASTICO È necessario assicurarsi che l’occhialino possieda un elastico facilmente regolabile. La fascia di gomma dovrebbe essere di lunghezza e spessore sufficiente per consentire di allungare e accorciare il diametro della stessa; dovrà inoltre essere leggera e resistente. Fasce sottili possono essere più facili da regolare, ma nel tempo rischiano di usurarsi più velocemente, allungandosi e quindi perdendo la vestibilità iniziale. In commercio esistono varianti di cinturino singole, doppie e con regolazioni differenti.Attenzione: regolare un occhialino in maniera troppo stretta, non riduce la possibilità di ingresso dell’acqua e può causare mal di testa e problemi alla pressione oculare. PONTE NASALE Esistono diversi tipi di ponte nasale che permettono all’occhialino di meglio adattarsi alla conformazione facciale di ogni nuotatore. Molto diffusi oggi sono gli occhiali a ponte regolabile, che si basano sullo stesso meccanismo delle cinghie elastiche e permettono di far aderire al meglio gli occhialini al viso (indicati in particolare per nasi con la monta alta).

    GLI ACCESSORI PER L'ALLENAMENTO

    Paddle: palette studiate per migliorare la bracciata, sviluppando la tecnica e potenziando la forza durante le sessioni di allenamento. Riducono inoltre lo sforzo delle spalle e sono quindi indicate nei casi di riabilitazione. Pull Buoy: di forma ergonomica, garantisce stabilità durante la nuotata, permettendo di migliorare la propria tecnica e di rinforzare la parte alta del corpo bloccando le gambe. Tavoletta: di forma ergonomica è molto utile nell’approccio al nuoto o per la riabilitazione. È utilizzata anche come strumento di allenamento per bloccare le braccia e migliorare la forza delle gambe. La tavoletta, se utilizzata bene, aiuta a tonificare i muscoli delle gambe, l'interno-coscia e i glutei. Mezze pinne: permettono un’applicazione di forza costante e riducono l’affaticamento dei muscoli nella fase di recupero della gamba. La lunghezza della pala è calibrata e consente di avere un naturale movimento della caviglia. Nose clip: impedisce l’ingresso dell’acqua nelle cavità nasali. Ne esistono di diverse forme e dimensioni per meglio adattarsi ad ogni naso. Ear plugs: tappi auricolari che evitano l’ingresso dell’acqua nelle orecchie. Particolarmente indicate per chi soffre di otiti o infiammazioni del cavo auricolare.

    I MODELLI DI OCCHIALINI PIÙ DIFFUSI

    Svedesi: è il modello da gara preferito dagli agonisti. Non hanno guarnizioni sulle lenti e appoggiano direttamente sulla cavità oculare: questo riduce sensibilmente il contatto con l’acqua favorendo la dinamicità della nuotata ma, per contraltare, rende gli svedesi poco confortevoli. Molti nuotatori infatti preferiscono allenarsi con un modello classic e gareggiare con lo svedese. Classic: è il modello più diffuso per l’allenamento. Sono gli occhialini classici con guarnizioni in schiuma o silicone sulle lenti. Le varianti in commercio sono molteplici e si differenziano per colore delle lenti e forma/dimensioni del ponte nasale. Maschere: è un incrocio tra l’occhialino da nuoto e la maschera da sub. Il vantaggio principale di questo modello è che, come una maschera da sub (senza il naso), si appoggia completamente sul viso senza lasciare segni e quindi è molto confortevole. Il campo visivo è inoltre molto più ampio rispetto all’occhialino e la guarnizione, oltre a mantenere la lente più lontana dagli occhi, crea un effetto “ventosa” che non lascia passare l’acqua e senza richiedere regolazioni continue. Il suo estremo comfort lo rende il modello più apprezzato da amatori e bambini.

    CARATTERISTICHE DELLE SCARPE DA CALCIO

    Rispetto ai terreni Scarpe FG (Firm Ground): adatte ai terreni compatti, ovvero campi naturali (in terra o erba) né troppo morbidi (fangosi o bagnati) né troppo duri e secchi. I tacchetti (da 12 a 15), sono piuttosto alti, di forma circolare o lamellare e sono realizzati in poliuretano rigido (una plastica dura e resistente). Sono il tipo di scarpa da calcio più comune e utilizzata tra i calciatori di tutto il mondo, grazie alla loro estrema versatilità. Scarpe SG (Soft Ground): adatte ai terreni soffici, in erba o in terra. I tacchetti (da 6 a 8) possono essere fissi o staccabili, sono molto alti e durissimi (realizzati in alluminio). Affondando con estrema facilità sui terreni morbidi, garantiscono grande tenuta ed ammortizzazione. Questo tipo di scarpa da calcio è sconsigliato su campi duri a causa della rigidità e dell’altezza dei tacchetti; i rischi possono essere forti dolori alla pianta del piede o distorsioni alle caviglie. Scarpe HG (Hard Ground): adatte a terreni di gioco estremamente duri, tipo campi in erba sintetica o erba naturale molto secca. Sono chiamate anche AG (Artificial Ground) o MG (multiground), per via della loro adattabilità a più terreni. Presentano gran numero di tacchetti, di solito circolari, distribuiti in maniera uniforme su tutta la suola e realizzati con in gomma dalla durezza media. Garantiscono stabilità ed ammortizzazione su tutte le superfici molto rigide comprese le condizioni estreme di campo ghiacciato. Scarpe TF: la miglior scelta in assoluto su terreni asciutti in erba sintetica, sui quali garantiscono un’eccellente stabilità e un’ottima trazione in fase di scatto. I tacchetti delle scarpe turf sono più piccoli, più bassi e più morbidi rispetto a quelli delle scarpe HG. La sottile intersuola ammortizzante le rende inoltre decisamente più comode rispetto ai normali scarpini da calcio. Sono le più utilizzate per le partite di calcio a 5 e a 7 su erba sintetica, per gli per allenamenti, o addirittura come scorta per il calcio a 11 su erba naturale, in condizioni di terreno duro. Scarpe Indoor: le uniche scarpe da calcio senza tacchetti, in quanto destinate esclusivamente al calcio a 5 indoor (futsal) praticato di solito all’interno di palestre, su superfici in parquet, linoleum o cemento. La suola è piatta e praticamente liscia, ma realizzata in gomma ad alta aderenza. L'ntersuola ammortizzante, come nelle scarpe TF, le rende estremamente confortevoli. Rispetto alla tomaia Canguro (K-Leather): è un tipo di pelle di alta qualità, molto leggera e morbida, che riesce a modellarsi perfettamente alla forma del piede. Sono le scarpe da calcio più comode in assoluto e che permettono la più alta sensibilità nel controllo di palla; di contro, sono anche le più care e quelle che offrono minor durabilità. Vitello/Pieno fiore: sono due tipi di pelle simili tra loro (il pieno fiore è la parte più pregiata del pellame, quella che ne mantiene meglio le caratteristiche specifiche). A differenza della pelle di canguro, la pelle di vitello e quella di pieno fiore hanno minor flessibilità e un maggiore peso specifico. Questo implica che siano scarpe più resistenti e durevoli, ma meno comode e meno sensibili nel tocco di palla. Sintetiche: sono di solito pelli naturali trattate con particolari processi di lavorazione. Generalmente offrono una minor sensibilità rispetto alla pelle di canguro, non sono allo stesso modo confortevoli, ma durano più a lungo e richiedono una minor manutenzione. Negli ultimi anni la tecnologia di questo tipo di tomaie ha comunque fatto passi da gigante, e le pelli sintetiche di ultima generazione stanno raggiungendo livelli di performance molto vicini alla vera pelle di canguro.

    SCEGLIERE LA SCARPA DA CALCIO

    Conseguenze della scelta di una scarpa sbagliataQuando facciamo sport, soprattutto se giochiamo a calcio, sottoponiamo i nostri piedi e i nostri arti inferiori a sforzi notevoli e a sollecitazioni significative. Scegliere una scarpa sbagliata può comportare dal punto di vista del gioco una diminuzione di: velocità dello scatto e agilità, delle doti tecniche e della precisione di tiro/passaggio, nonché un significativo calo della concentrazione. Dal punto di vista fisico le conseguenze sono ancora più fastidiose: dolori articolari, aumento delle possibilità di distorsione, vesciche, gonfiore dei piedi. Indipendentemente dal nostro livello di gioco, ci sono dei fattori da tenere in considerazione quando si acquista una scarpa da calcio/calcetto. Differenze tra scarpe da calcio e da calcettoPer prima cosa distinguiamo tra scarpini da calcio e da calcetto, per non fare confusione. Come infatti ci sono importanti differenze tra i due sport, così ci sono differenze anche nelle rispettive calzature. Gli scarpini da calcio hanno alcuni grossi tacchetti sulla suola a contatto col terreno, indispensabili per correre e calciare sui campi in erba evitando al calciatore di scivolare. La differenza sostanziale riguarda proprio questi tacchetti: negli scarpini da calcetto, quando sono presenti, sono diversi sia per dimensione che per quantità. TerreniIl terreno sul quale si gioca è la componente primaria da considerare nella scelta della giusta scarpa. Erba naturale o sintetica per l'outdoor; linoleum, parquet, tartan o cemento per l'indoor, sono superfici molto diverse per composizione e per capacità di reazione ai diversi agenti atmosferici. Uno stesso terreno in erba naturale presenta ad esempio caratteristiche molto diverse a seconda del clima e delle stagioni. TomaiaLa tomaia è la parte superiore della scarpa, ovvero il punto di maggior contatto con la palla. Nella scelta della scarpa è quindi un fattore molto rilevante da considerare, in considerazione anche del tipo e frequenza di utilizzo. Le tomaie possono essere di 3 tipi: pelle naturale, sintetica o mista. Le pelli naturali garantiscono migliore sensibilità nel tocco di palla e traspirazione, ma sono più delicate e richiedono una manutenzione particolare; le pelli sintetiche offrono di contro maggiore durabilità e resistenza ad intemperie e lavaggi, ma minor comfort e sensibilità. AllacciaturaLa scarpa non solo riveste il piede e lo protegge, ma è anche l’oggetto che entra in contatto con il pallone e che dunque entra in gioco, insieme a noi. L’allacciatura non deve quindi essere troppo ingombrante, perché potrebbe modificare, ad esempio, la direzione del tiro. Esistono vari modelli da calcio con allacciature differenti: ci sono quelle classiche, con allacciatura centrale o simmetrica, e quelle che invece la propongono laterale o asimmetrica, per assicurare un’incidenza nulla nel momento del contatto con il pallone. MisuraLa scarpa deve calzare alla perfezione sul piede, abbracciandolo senza costringerlo. Quando si comprano scarpe di pelle, è bene assicurarsi che siano della misura perfetta del vostro piede, in quanto si allargheranno con l’uso. E’ sempre consigliabile portarsi dietro i calzettoni da calcio quando si devono acquistare le scarpe, per assicurarsi che si adattino in modo corretto al piede. Nel momento in cui si provala scarpa, non ci sentiremo mai perfettamente a proprio agio, in quanto essa ha bisogno di essere "sformata". Un suggerimento utile è infine di non utilizzare le scarpe nuove subito in partita, ma dopo qualche allenamento. La cosa migliore sarebbe di calzarle in casa per trenta minuti circa per tre-quattro giorni prima del primo utilizzo.

    MANUTENZIONE DI GUANTI E SCARPE

    GUANTI Cose da non fareLa corretta manutenzione dei propri guanti da portiere è una questione spesso poco considerata da chi gioca in porta. Un errore che può costare carissimo, perché un paio di guanti ben tenuto, non solo dura di più, ma funziona decisamente meglio. Anzitutto: lavare i guanti in lavatrice è un errore gravissimo in quanto comporta l'immediata perdita di efficacia e della capacità di grip. Altro comportamento da evitare è quello di esporre i guanti al sole, sotto una luce al neon o metterli su una fonte di calore. Procedura corretta Una corretta procedura, che non solo pulirà i guanti, ma ne aumenterà anche durata e capacità di presa è la seguente: 1) riempire una bacinella d'acqua tiepida e comunque non calda;2) immergere i guanti;3) ci sono tre opzioni: continuare a pulire i guanti utilizzando i polpastrelli e senza grattare il lattice; utilizzare una sapone delicato e continuare a pulire i guanti; spruzzare un detergente specifico (tipo il Reusch Glove Wash) e continuare a pulire seguendo le istruzioni riportate sul flacone;4) dopo aver completato il lavaggio, mettere i guanti ad asciugare lontano dalla luce diretta del sole, in una vasca, appesi o nella stessa bacinella utilizzata prima. Non resterà che aspettare che si asciughino e vedere il risultato. Suggerimenti Un altro metodo spesso utilizzato, più rapido, ma comunque efficace è quello di portarsi i guanti sotto la doccia, rimuovendo velocemente i detriti e la polvere appena depositatisi. Dopo non resterà che seguire il punto 4. Ovviamente l'usura e la perdita di efficacia nel tempo sono aspetti normali e da accettare. Arriva sempre il momento che il lattice inizi inevitabilmente a seccarsi e deteriorarsi. Non è oggettivamente possibile stabilire come e quando, ma il momento in cui andranno sostituiti è sempre intuibile da chi li indossa. SCARPE  Anche una buona manutenzione delle calzature è fondamentale: lavare le scarpe dopo ogni partita con acqua (niente sapone), utilizzare un tendiscarpe per mantenere la forma dell’avampiede, asciugare lontano da fonti di calore e, con la scarpa ancora umida, passare del grasso di lontra (o di foca) idoneo per impermeabilizzare e ammorbidire la scarpa (per le scarpe di pelle). Nelle scarpe a tacchetti mobili va controllato periodicamente lo stato delle parti meccaniche (tacchetti e filettature) in modo che siano sempre pulite ed impermeabilizzate. I tacchetti vanno sostituiti prima che siano consumati in modo esagerato ed irrecuperabile (se perdono la forma per toglierli bisogna usare una pinza). Vanno svitati e trattati contro la ruggine (basta un po' di cera) e fissati in modo deciso.

    SCEGLIERE I GUANTI DA PORTIERE

    Tipi di superfici: terreno duroSuperficie dura (sintetici di vecchia generazione, terra battuta, parquet): richiede palmi appositi. Essi si contraddistinguono per la durezza del lattice, che raramente presenta profili lisci, preferendo quelli ruvidi o sagomati, in modo da compensare il poco grip di questi tipi di materiali con una struttura che comunque permette una presa accettabile. Questi tipi di materiali hanno un’ottima resistenza all’usura e tendono a durare di più rispetto a quelli più soffici, ciò però è pagato con un’aderenza alla sfera non del tutto buona. Da qualche tempo però è facile trovare lattici che pur essendo morbidi, offrono elevate resistenze all’usura senza penalizzare la presa, e quindi sono tranquillamente consigliati anche su queste superfici. Tipi di superfici: terreno morbidoSuperficie morbida (erba naturale, sintetico di nuova e nuovissima generazione): permette l’utilizzo di materiali più soffici (detti in gergo palmi soft, supersoft, ecc.), anche grazie alla poca usura che essa crea ai guanti in caso di contatto o sfregamento con il terreno di gioco. Sono normalmente utilizzati dai portieri professionisti, in quanto offrono una presa eccellente in quasi tutte le condizioni meteorologiche e hanno quasi sempre strutture totalmente lisce, anche se i prodotti di nuova generazione presentano inserti e cuciture per un migliore adattamento alla mano. La vita media di questo tipo di guanto, se utilizzato con costanza, non è lunga (si parla comunque di mesi, non settimane), visto che i materiali utilizzati tendono a usurarsi in maniera rapida, ma è il prezzo da pagare per un controllo perfetto del pallone. Un buon compromesso tra presa e prezzo è offerto da lattici di tipo soft, meno performanti rispetto a quelli sopra descritti, ma più resistenti. Condizioni meteorologiche avverseIn condizioni di pioggia o comunque anche solo particolarmente umide, la presa sul pallone può diminuire, sia a causa di un prodotto che tende a inzupparsi pesantemente, sia a causa del palmo che potrebbe diventare troppo scivoloso, perché non adatto a queste condizioni. In queste situazioni si consigliano sempre guanti con poco materiale tessile, preferendo tessuti sintetici che tendono ad appesantirsi meno. Esistono, inoltre, anche lattici appositi, che a contatto con l’acqua garantiscono un'ottima presa, impedendo al pallone di schizzare via e quindi limitando al minimo il rischio di errori. Questi palmi in gergo sono chiamati aqua, aquatech, aquasofto wet, a seconda della casa produttrice. È molto importante avvisare che in condizioni di asciutto e se non costantemente inumiditi, questi materiali tenderanno a usurarsi molto più velocemente del normale. Stecche protettiveA contatto con il pallone, esse impediscono alle dita di andare indietro, mantenendole dritte, con il vantaggio di evitare infortuni o peggio fratture e di impedire che la sfera scivoli via dal guanto rischiando anche un gol preso. L’altra faccia della medaglia è una minore sensibilità della mano in fase di presa, e infatti sono ancora pochi i portieri professionisti ad utilizzare questi sistemi, preferendo guanti non dotati di questo tipo di protezione. Misurare la manoIl primo metodo non necessita di altro che di un metro o di un qualsiasi altro strumento di misurazione. Metro alla mano, basterà misurare il palmo, partendo dalla base del pollice sino all'altra estremità (misurazione in orizzontale) e togliere mezzo centimetro al risultato. Con buona approssimazione, il numero corrisponderà alla misura base.Il secondo metodo, invece, consiste nel poggiare la mano destra come indicato da quella stilizzata nel disegno in alto. In questo caso non dovrete fare altro che vedere il numero (o l'eventuale mezza misura) che risulta all'estremità destra. É importante precisare che non tutti i modelli hanno una vestibilità standard e in alcuni casi può capitare di prendere una misura diversa da quella usata abitualmente. Per questo motivo la prova del guanto è il metodo di misurazione più sicuro che esista. Per essere ulteriormente sicuri, basta prendere un metro da sarto e misurare la circonferenza del palmo (senza includere il pollice).