di L. Melli - Copyright by THEA 2005 - www.albanesi.it
La preparazione precampionato nelle categorie dilettantistiche dura solitamente dalle 4 alle 6 settimane; in questo periodo, nelle squadre professionistiche, il numero di infortuni è maggiore rispetto al campionato. Le cause ipotizzate di questo fenomeno sono diverse:
- Carichi di lavoro molto elevati: durante le prime settimane di allenamento si svolge un numero di ore settimanali di allenamento superiori rispetto al campionato.
- Incremento sproporzionato del carico di lavoro: molti giocatori passano dalla completa inattività del periodo estivo, a un carico di lavoro molto impegnativo.
- Utilizzo di carichi di lavoro non completamente identici a quelli che si è abituati a utilizzare durante l'anno: infatti nel periodo pre-campionato si verifica un numero maggiore di infortuni da sovraccarico.
- Partecipazione a partite non adeguatamente preparati o in stato di affaticamento: nonostante passino 4-6 settimane tra l'inizio preparazione e l'inizio del campionato, in questo periodo si svolgono amichevoli e iniziano le prime competizioni ufficiali come le coppe regionali. Giungere a questi impegni impreparati (in particolar modo se si svolgono amichevoli con squadre di livello superiore) o affaticati dalla preparazione può facilitare l'insorgenza degli infortuni.
Per evitare questa tipologia di problemi, è necessario arrivare al periodo di preparazione pre-campionato con una condizione di forma accettabile. In alcune categorie, il periodo di stop può durare fino a 3 mesi e più, quindi non è sufficiente riprendere a fare qualche corsetta solamente una settimana prima dell'inizio preparazione. È, in ogni modo, da precisare che la maggior parte dei calciatori non rimane completamente inattiva per 3 mesi, infatti alcuni partecipano a tornei, mentre altri si dedicano a sport alternativi (ciclismo, corsa, nuoto ecc.), ma
la pratica dell'esercizio fisico diventa per molti, casuale e disorganizzata.
Ecco delle semplici linee guida per una pratica sportiva continua (cioè finalizzata al proprio stato di salute) e che permetta di mantenere le condizioni di forma (prevenendo quindi i problemi di inizio preparazione).
- Partecipazione a tornei: giocando una volta a settimana è possibile seguire un programma del tutto simile a quello presentato per chi gioca saltuariamente; stessi concetti valgono per chi gioca settimanalmente insieme ad amici. Nel periodo in cui non si giocano partite è opportuno mantenere, attraverso la corsa, una pratica sportiva settimanale di almeno 3-4 ore.
- Pratica di sport alternativi: se sono sport di endurance (ciclismo, nuoto ecc.) è importante che la pratica settimanale sia superiore alle 3-4 ore. Se sono sport a blanda componente aerobica (esempio il beach volley), è opportuno integrare questa pratica sportiva con la corsa, a seconda della pratica settimanale.
- Inattività: è altamente sconsigliabile; 3-4 ore di corsa (a intensità varie) sono indispensabili per un mantenimento sufficiente dello stato di salute e per non perdere la condizione di forma.
Fine delle "vacanze"
È importante nelle ultime 2-3 settimane che precedono la preparazione riabituare, almeno in parte, l'organismo al lavoro muscolare intenso. Nelle 2-3 settimane che precedono la preparazione sarebbe opportuno effettuare 3-4 sedute per tipologia di esercitazione. In questo periodo, naturalmente, non è da trascurare l'attività di corsa.
A queste indicazioni dovrebbero prestare particolare attenzione i giocatori dall'infortunio facile; soggetti con frequenti recidive a particolari strutture muscolo-tendinee (pubalgia, tendinite all'achilleo, stiramenti agli ischio-crurali, distorsioni alla caviglia ecc.) dovrebbero mantenere l'attività preventiva per diversi periodi dell'anno, in particolar modo prima e durante la preparazione.
Altri giocatori che devono prestare particolare attenzione a queste indicazioni sono coloro che effettuano il "salto di categoria"; per questi si intende sia quelli che iniziano la stagione in squadre di livello superiore a quella cui sono abituati giocare, sia ragazzi che passano in categorie di età superiore.
Bibliografia
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